Attacchi di Panico

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L’attacco di panico è un corto circuito psicologico nel quale scompare totalmente qualunque pensiero logico e consapevole della realtà per lasciare posto all’angoscia di morte pura. Ha una durata di circa 15/30 minuti durante il quale si prova un sentimento di intensa paura e spesso vero e proprio terrore. Raramente può durare anche due o tre ore.

I sintomi includono tremore, respirazione superficiale, sudore, nausea, vertigini, iperventilazione, parestesie (sensazione di formicolìo), tachicardia, sensazione di soffocamento o asfissia ma sopratutto l'assoluta convinzione della morte incipiente o della follia.

A differenza dagli altri disturbi di ansia, gli attacchi di panico sono improvvisi e non sembrano provocati da alcun altro fattore.

Gli episodi sono spesso debilitanti e caratterizzati da un circolo vizioso dove i sintomi mentali accrescono i sintomi fisici, e viceversa.

Ad un attacco spesso ne fanno seguito altri, ciò porta ad una forte ansia riguardo alla possibilità di riviverli. L'individuo struttura così una sorta di strategia di evitamento che lo porta a ridurre sempre più la sua sfera d'azione ed a creare una sindrome agorafobica.

 

Depressione

Depressione, Istituto Imago, Napoli, specialista nella cura della depressione

La depressione non è un disturbo dell’ansia ma una patologia dell'umore, Rientra nei disturbi dell’umore sotto le sue varie forme: depressione con catatonia, post partum, ciclotimico, disforico.

Tecnicamente un disturbo dell'umore è caratterizzato da un insieme di sintomi cognitivi, comportamentali, somatici ed affettivi che, nel loro insieme, sono in grado di diminuire in maniera da lieve a grave il tono dell'umore, compromettendo il "funzionamento" di una persona, nonché le sue abilità ad adattarsi alla vita sociale.

La depressione non è quindi, come spesso ritenuto, un semplice abbassamento dell'umore, ma un insieme di sintomi più o meno complessi che alterano anche in maniera consistente il modo in cui una persona ragiona, pensa e raffigura se stessa, gli altri e il mondo esterno.

La depressione talvolta è associata ad ideazioni di tipo suicida o autolesionista, e quasi sempre si accompagna a deficit dell'attenzione e della concentrazione, insonnia o ipersonnia, disturbi alimentari, estrema ed immotivata prostrazione fisica.

 

Crisi d'Ansia

Il dag disturbo da ansia generalizzata, se si manifesta in forma lieve è la reazione ad eventi difficili della vita,  ma se presente in forma consistenti e prolungate è un disturbo specifico i cui sintomi sono:

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  • sensazioni di tremore alle gambe fino a vere e proprie scosse,
  • livelli alti di sudorazione,
  • possibili difficoltà a respirare,
  • palpitazioni al cuore,
  • dolori al torace e allo stomaco,
  • agitazione,
  • insonnia,
  • senso d'angoscia,
  • paura di impazzire o perdere il controllo.
  • dispnea o sensazione di soffocamento,
  • nausea o disturbi addominali,
  • vertigini o sensazioni di testa vuota,
  • depersonalizzazione,
  • paura di morire,
  • parestesie,
  • brividi o vampate di calore.
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Problemi Sessuali

Eiaculazione precoce

In molti casi tale disfunzione è di tipo psicologico e riguarda spesso un'errata abitudine psicofisiologica acquisita attraverso un'attività autoerotica condotta con fretta e frenesia nell'epoca adolescenziale, spesso per via di sensi di colpa latenti o della necessità di celare tale pratica agli adulti.

Alla difficoltà nel controllo dell'eiaculazione può inoltre contribuire il fenomeno dell'ansia da prestazione e una più generale difficoltà a gestire ed esprimere le emozioni.

Impotenza: disfunzione erettile

Qualora la causa sia psicologica vi possono essere notevoli differenze a seconda del comportamento della partner e dell'ambiente in cui si svolge il rapporto; in tal caso spesso la mancanza di erezione è determinata dalla percezione inconscia di rifiuto da parte della partner. La disfunzione erettile di natura psicologica non è una condizione permanente paragonabile ad una malattia o ad un'invalidità; persone che non riescono ad avere la minima reazione erettiva con un(a) partner, possono tranquillamente averne di normalissime con altre/i; a conferma, la disfunzione erettile di natura psicologica non sussiste in genere nell'autoerotismo.

Vaginismo: fobia della penetrazione

Tra i diversi fattori che possono contribuire all'origine del vaginismo possono esservi ricordi traumatici legati ai primi tentativi di penetrazione, esperienze passate di abuso sessuale e più in generale caratteristiche della storia di vita sessuale della donna. In un'alta percentuale di casi tuttavia l'origine del vaginismo è indipendente da esperienze vissute nel passato e si associa invece a caratteristiche individuali riguardanti la gestione delle emozioni e il rapporto con la corporeità.

Anaorgasmia: incapacità di una donna a raggiungere l'orgasmo

Può dipendere da fattori psicologici, sociali, culturali, relazionali trattabili in psicoterapia. A tal riguardo le donne che soffrono di qualsiasi disfunzione sessuale, tra cui anorgasmia, dovrebbero intraprendere un breve percorso di psicoterapia al fine di individuare, rielaborare e quindi risolvere i fattori psicologici sottostanti l’assenza di orgasmo.

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Disturbi Infanzia e Adolescenza

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Problemi relazionali di Coppia

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Disturbi Alimentari

Le anomalie del comportamento alimentare, oscillanti tra i due poli opposti della anoressia e della bulimia, rappresentano una sfida particolarmente complessa per psichiatri e psicologi, risultando spesso molto resistenti agli interventi clinici, siano essi di stampo psicofarmacolgico o psicoterapeutico.

Innanzitutto, a fini clinici è opportuno distinguere sempre con chiarezza i disturbi del comportamento alimentare (DCA) in Asse I da quei disturbi di personalità in cui i sintomi alimentari sono sovente centrali (a.e., il borderline) e persino da organizzazioni di personalità in cui un “assetto” anoressico/bulimico non si accompagna necessariamente a sintomi evidenti. In secondo luogo, i sistemi diagnostici più utilizzati quali il DSM, di tipo categoriale, non appaiono capaci di cogliere in modo adeguato la rilevanza delle dispercezioni corporee, inducendo a considerare con attenzione l’alternativa rappresentata dalle cosiddette diagnosi “dimensionali”.

Grazie alla tecnica dello Psicodramma, si tenterà di giungere:

all’espressione dei propri vissuti emozionali

alla ricerca della motivazione delle proprie condotte alimentari

ad una rieducazione comportamentale che parta dalla propria dimensione caratteriale

 

 

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